Sono Davide Mulfari, ingegnere informatico dell’Università di Messina. Ho una tetraparesi spastica e un “parlato atipico” dovuto alla mia disartria che impedisce di farmi capire dagli altri. Non posso usare gli assistenti virtuali moderni (come Alexa o Siri per esempio) che funzionano con comandi vocali: la mia voce non è sempre compresa da questi strumenti che per me sono delle nuove barriere inventate dalla tecnologia moderna. Eppure, visto che ho anche problemi motori, mi potrebbero essere di molto giovamento: mi potrebbero facilitare il controllo dei dispositivi di casa mia, come fanno coloro che mi stanno vicino. Sono convinto che la tecnologia moderna esistente, se sfruttata bene, mi potrebbe permettere di usare facilmente anche la mia voce: potrei richiedere aiuto se ne avessi bisogno, potrei interagire con computer o robot, potrei videogiocare o lavorare.
Ho cominciato ad usare le mie competenze informatiche per sviluppare un sistema per riconoscere la mia voce: ora sono in grado di cogliere frasi sempre più complesse e articolate.
Sono ancora lontano dall’aver risolto il problema per tutti: al momento funziona bene con me ed in modo promettente per quelli che, condividendo gli stessi miei problemi, hanno già registrato con la loro voce molti campioni delle parole/frasi da me indicate. Ora ho bisogno di ulteriori contributi per estendere il suo funzionamento fino a comprendere più tipologie e un maggior numero di cause, stati e gravità.
Se anche tu vivi sulla tua pelle le mie stesse difficoltà nel parlare, allora potresti aiutarmi, solo se lo vuoi e lo puoi: ti chiedo di accettare di registrare, anche anonimamente, le parole/frasi che la mia app CapisciAMe ti propone. La tua voce arricchirà la mia raccolta di campioni vocali per addestrare i modelli di intelligenza artificiale che sono alla base del mio sistema di riconoscimento automatico del parlato.

Progetto CapisciAMe
Intelligenza Artificiale per il riconoscimento del parlato atipico italiano